Manufatti di servizio

Codice schedaA51
TemaAgricoltura
RisorsaManufatti di servizio
ObiettivoCopertura delle necessità (fattibilità, sperimentazione)
NecessitàStrutture modulari sostenibili e non impattanti

Le pratiche agricole hanno sempre bisogno di manufatti di servizio in cui stoccare materiali in uso e macchinari. Nelle valli senesi, con l’abbandono delle attività agricole iniziato negli anni ’70, i manufatti di servizio (es. i fienili) hanno seguito le sorti degli antichi poderi; ossia hanno cambiato destinazione d’uso, passando al residenziale.

(foto podere fienile prima e ora)

Ciò non è da demonizzare, poiché di fatto ha permesso il recupero di manufatti in pietra divenuti ruderi. La rigenerazione agricola del Parco del Buongoverno dovrà però evitare il riaffiorare di manufatti inconsistenti, quali baracche e capanni costruiti a caso e con materiali di risulta.

Sviluppo incontrollato di manufatti senza apposito permesso

Le Norme Tecniche Attuative del Piano Operativo offrono come soluzione i “manufatti temporanei”, la cui esistenza viene opportunamente vincolata all’uso agricolo produttivo (i manufatti temporanei sono strutture progettate per un uso limitato nel tempo, destinate a soddisfare esigenze specifiche, e che possono essere facilmente rimosse senza alterare in modo significativo il territorio circostante). Sono quindi realizzati in legno (di colore verde olivo secondo quanto indicato) e non ancorati al terreno (senza fondamenta), disconnesse dalle reti delle aziende di servizi. Nel Parco (multifunzionale) però sono previsti anche servizi sociali, e c’è quindi bisogno di altre funzioni, quali spogliatoi per i soci ortisti, servizi igienici e altri luoghi di “accoglienza” per la Comunità educante, e progetti particolari, quali il previsto uso salutistico derivabile dal potenziamento del servizio ecosistemico di impollinazione (il “Villaggio delle api”).

Il Villaggio delle api

Questo comporta una maggiore elasticità nelle NTA (Norme Tecniche di Attuazione) del Piano Operativo e/o la previsione di norme ad hoc per questo tipo di progettualità. Il partenariato di Rigenerar_SI, che ha inteso farsi promotore di tutto il Parco del Buongoverno, ha consigliato all’Amministrazione di pensare a norme particolari per le funzioni sociali e connettive delle valli verdi senesi, consapevole che il banco di prova sarà proprio la “valle pilota” dove ci si trova a doversi confrontare con le attuali NTA, e quindi a proporne eventuali revisioni.

Le strutture devono senz’altro avere un impatto paesaggistico pressoché nullo, ed essere sostenibili sotto tutti i punti di vista.

AZIONEAnalisi normativa sulle “strutture temporanee” (materiali, volumi)

È un’azione di tipo continuo, che ha portato a vari suggerimenti che si spera vengano considerati nella prevista revisione delle NTA.

In particolare si è chiesto un allineamento fra la funzione prevista per il manufatto e le funzionalità. Ad esempio, se è prevista la presenza di una Comunità Educante, dovranno essere previsti servizi igienici, e quindi un collegamento alla rete idraulica.

Il progetto del “Capanno degli ortisti” è infatti predisposto con un piccolo spazio per il successivo inserimento di servizi igienici, che, se poi non approvati, servirà per le attrezzature comuni (motozappa, bio-trituratore, decespugliatori, etc).

Fotosimulazione del progetto del capanno degli ortisti

Si è poi chiesto che la dizione “temporaneo” non confligga con la possibilità di inserimento del fotovoltaico nelle coperture, poiché la gestione di orti e frutteti e degli altri luoghi per le attività sociali fa consumare un bel po’ di energia.

I primi dati rilevati dall’esperienza nella valle pilota (consumo elettrico per l’irrigazione di complessivi mezzo ettaro di orti e un ettaro circa di frutteto tramite un sistema di tre pompe da un cavallo ciascuno) evidenziano un picco di 3kWh di consumo per un totale di 10kWh giornalieri durante il periodo estivo. Questa richiesta di energia verrebbe soddisfatta da un impianto standard di 4,5kWp che potrebbero essere facilmente gestibili con un impianto ad isola, ma meglio, per incrementare un servizio sociale locale, tramite un impianto connesso in rete e gestito in associazione con una Comunità Energetica Rinnovabile.

AZIONEProgettazione di moduli autoalimentati

In attesa di una revisione normativa, è iniziata la progettazione e la creazione di manufatti temporanei alimentati “ad isola”, che siano idonei a coprire le funzioni previste.

Ad esempio, il “Villaggio delle api” ha un piccolo impianto per l’illuminazione autocostruito. L’impianto è costituito da una normale batteria per auto da 500W ricaricata da un solo e minuscolo pannello fotovoltaico 70 x 50 cm.

La potenza massima di 500W, oltre a fornire luce per un lungo lasso di tempo, si è dimostrata idonea anche per le piccole lavorazioni (smielatura).

Pannello fotovoltaico sul Villaggio delle api

È in fase di studio anche la realizzazione di serre per la produzione indoor di prodotti orticoli, cosa che permetterebbe di disporre di prodotti in varietà durante tutto l’anno.

Per la realizzazione di questi manufatti sarebbe interessante capire come utilizzare le canne di bambù per la loro struttura portante.

Il progetto preliminare di queste serre è stato ideato dai ragazzi del Liceo artistico/architettonico e potrebbe prevedere anche coperture fotovoltaiche semitrasparenti per rendere la produzione energy free.

Esempio di una serra ideata dai ragazzi del Liceo artistico/architettonico
AZIONERistrutturazione di vecchi manufatti nel Bosco di Busseto

Per una completa valorizzazione del progetto di Parco e delle attività della Comunità Educante del Buongoverno è opportuno il ripristino di alcuni ruderi situati all’interno del Bosco di Busseto, chiuso al pubblico da alcuni decenni, sebbene la cittadinanza abbia presentato di continuo istanze per la sua riapertura. Istanze che fino ad oggi non potevano essere recepite, poiché non esistevano i presupposti per soddisfare le richieste di un progetto più complesso, che prevedeva la riqualificazione di tutto il Bosco di Busseto.

Area di progetto del Bosco di Busseto

In figura sono riportate in blu le particelle (di proprietà del Comune di Siena) interessate dalla proposta di riqualificazione, in ocra parte dell’area di progetto di rigenerazione agricola, in verde parte dell’area di progetto di riqualificazione boschiva e in rosso la sentieristica storica (parzialmente da riqualificare). Il rettangolo arancione indica l’ingresso al Bosco di Busseto (cancello ora chiuso, vedi immagine scheda S11), il rettangolo marrone rappresenta il ponticello per l’attraversamento pedonale del Fosso di Ravacciano (da costruire), mentre i 4 rettangoli verdi (contrassegnati dai numeri 1, 2, 3 e 4) indicano i ruderi da ristrutturare: 1) magazzino attrezzi; 2) servizi igienici; 3) punto informativo e didattico; 4) fonte storica.

Manufatto per il magazzino degli attrezzi Manufatto per i servizi igienici Manufatto per il punto informativo e didattico

La destinazione urbanistica (secondo il Regolamento Urbanistico attualmente da considerare in regime transitorio, fintanto non verrà approvato il nuovo Piano Strutturale), della zona è Ve (“verde agricolo in ambito urbano”, dove per “ambito urbano” si intendono zone vicine a quelle abitate, ma esterne al nuovo perimetro del territorio urbanizzato (il perimetro del confine passa proprio dalla strada di Busseto: strada a forma di serpentina in figura, adiacente alla particella in cui è presente il cancello di ingresso al Bosco di Busseto). Risulta utile in questa scheda analizzare le tipologie di manufatti da costruire o riqualificare che ricadono in questa area:

– Realizzazione di una passerella/ponticello in legno o in alternativa uno scatolare inserito nel fosso per l’attraversamento del medesimo. Subito dopo il confine della proprietà comunale sono presenti emergenze paesaggistiche, quali una “gora” medievale con relativa cascatella di circa 12 metri (vedi foto scheda S11), che decenni fa, prima della chiusura del bosco, erano raggiungibili attraversando il fosso;

– Realizzazione ex-novo di staccionate: nei tratti del sentiero storico che scende verso il basso, lato valle, è opportuno realizzare staccionate/passamano;

– Punto relax attrezzato: si prevede, all’ingresso del Parco, un intervento di ripristino di un’area di sosta attrezzata che necessita della realizzazione di una siepe di delimitazione e protezione e la posa in opera degli arredi in legno o plasmix (tavoli e panche);

– Fontanella per l’approvvigionamento di acqua (predisposizione di uno spazio per la fontanella del bosco, che verrà poi inserita in collaborazione con il gestore del servizio idrico);

– Area parco avventura/nursery plant, da realizzare nell’area interna all’anello rosso della sentieristica in figura (sfruttando le vecchie vasche di decantazione);

– Magazzino per gli attrezzi degli orti in valle, da ripristinare (numero 1 in figura);

– Servizi igienici, che verranno realizzati nel manufatto piccolo (numero 2 in figura);

– Punto informativo e didattico, da realizzare nel manufatto grande (numero 3 in figura) con relativa area esterna attrezzata didattico-educativa;

– Fonte storica (numero 4 in figura) da ripristinare.

No comments.