Dal territorio

Siena, 23/10/2023

Alcune precisazioni su “UN FUTURO DIVERSO E PIU’ “ENERGETICO” PER L’AEROPORTO DI AMPUGNANO”

Viste le prime risposte al lancio della “Campagna di opinione” sul parziale cambio di destinazione d’uso dell’aeroporto di Ampugnano, riteniamo di dover specificare meglio alcune importanti questioni e presupposti.

Sebbene Legambiente sia più favorevole in linea di principio ad una produzione diffusa delle Energie Rinnovabili (evitando quindi estesi campi fotovoltaici), ritiene che il nuovo burden sharing 2030 imposto alla Regione Toscana (bozza di Decreto per l’individuazione delle aree per impianti da fonti rinnovabili, per gli obiettivi fissati dal PNIEC e per l’attuazione dei pacchetti “Fit for 55” e “Repower UE”; che consiste in 4,2 Gw di nuova energia da FER, sostanzialmente di solo fotovoltaico essendo esclusa la geotermia e penalizzato l’eolico off-shore) imponga di fare qualche rapido conto. Supponiamo, bene che vada, che a noi ne tocchino 1/10 (420 Mw), in un territorio, quello senese, costellato di centri storici vincolati e di aree agricole DOP e IGP, praticamente senza aree industriali e con ridotte aree commerciali-artigianali (quindi con poche coperture potenzialmente utilizzabili).
Dove troviamo i circa 420 ettari (1 Mw richiede circa 10000 mq) di coperture idonee al fotovoltaico ?

Quindi, da un lato un simile obiettivo da raggiungere in sette anni, dall’altro uno “scheletro nell’armadio” (l’aeroporto di Ampugnano) che pesa sulla comunità locale da decenni e il cui sedime (180 ettari) non potrà mai avere uno spazio economico futuro senza un parziale cambio di destinazione d’uso. Una “non funzione” quella dell’attuale aeroporto, certamente “sacrificabile” (?), a fronte:

– dell’obiettivo di salvaguardare i nostri paesaggi iconici e centri storici abitati, non condannandoli allo stesso momento ad una futura, ma altrimenti certa, “povertà energetica collettiva” (appunto così definita dall’UE, come il possibile futuro stato di una comunità che non sia in grado di attuare la transizione energetica);

– di imponenti fondi PNRR per il cofinanziamento del campo fotovoltaico e delle grandi future ricadute economiche dirette del medesimo;
– della totale autonomia energetica della val di Merse;
– dell’opportunità di rendere attuabile una futura CER Siena Centro (previa accettazione di minime revisioni al relativo decreto, peraltro già all’attenzione del governo) che altrimenti vedrebbe esclusi dalla transizione energetica non solo gli abitanti, ma anche Enti ed Aziende di ogni settore del capoluogo, in quanto sito UNESCO;

e molto altro ancora.
Alla campagna di opinione dovrebbe quindi in primis dare il proprio contributo il Comune di Sovicille (insieme ai Comuni limitrofi serviti dalla stessa cabina primaria che serve Ampugnano) e subito di seguito il Comune di Siena, che deve considerare le conseguenze dell’eventuale esclusione di tutti i soggetti che vivono e operano nel centro storico del capoluogo dalla transizione energetica.
Una soluzione quindi, quella del cambiamento di destinazione d’uso del sedime aereoportuale a fini prevalentemente energetici che, pur non entusiasmandoci come logica insediativa in generale, riteniamo l’unica possibile nell’attuale contesto.

Legambiente Siena

Siena, 18/10/2023

UN FUTURO DIVERSO E PIU’ “ENERGETICO” PER L’AEROPORTO DI AMPUGNANO- LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE SIENA

Legambiente Siena è da molti anni impegnata nel promuovere l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile che sostituiscano i combustibili fossili, responsabili del cambiamento climatico purtroppo in corso. Tra le altre iniziative, l’associazione è uno dei soci fondatori di SienӔnergie (https://www.sienaenergie.it/), primo soggetto locale preposto alla costituzione delle CER (Comunità Energetiche Rinnovabili), ufficialmente nato a Siena ad inizio anno, che ha assunto personalità giuridica, e iscrittosi recentemente al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Le CER rappresentano potenzialmente il vero cambiamento del paradigma energetico. L’aeroporto di Ampugnano ha una storia travagliata e costellata di ipotesi più o meno campate in aria (in tutti i sensi). E soprattutto non ha un futuro. Con il potenziamento dell’aeroporto di Firenze e l’agognato raddoppio della linea ferroviaria che la collega con Siena, non ci sarà mai uno spazio economico per un aeroporto come Ampugnano.

Legambiente Siena propone quindi di valutare seriamente l’ipotesi di destinare (in tutto o in parte) i 180 ettari di sedime aeroportuale per installare pannelli solari fotovoltaici di ultima generazione, in grado, secondo le sue stime, di generare energia rinnovabile per un massimo di 60.000 famiglie, risolvendo la “povertà energetica rinnovabile” a cui altrimenti saranno soggetti i nostri centri storici, più o meno tutti soggetti a vincolo.

Il costo iniziale di impianto si ripagherebbe in 4-5 anni di attività, ulteriormente accorciabili se (come probabile) si potessero intercettare i fondi del PNRR, che su questo fronte ricerca attivamente aree adatte allo scopo e finanzia a fondo perso i piccoli comuni.
Potrebbe essere mantenuta una postazione di eliporto per emergenze sanitarie o simili (es. trasporto di persone coinvolte in incidenti stradali nelle vicinanze). Altre attività legate ai temi dello sviluppo sostenibile potrebbero trovare posto in tale contesto.

L’associazione locale, grazie all’esperienza dei propri uffici nazionali e a SienӔnergie, sa quali passi proporre sia in ambito normativo, per il cambio di destinazione d’uso e l’intercettazione dei fondi PNRR, sia organizzativo per lo sviluppo delle CER, ma prima di procedere con maggiori dettagli, attende commenti e riscontri su questa proposta generale, da parte sia di enti pubblici che di altre associazioni interessate a portare avanti una specifica campagna di opinione.

Legambiente Siena

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