SIENA e LA FERROVIA – LE PROPOSTE ODIERNE e L’ACCORDO DEL 1999

SIENA e LA FERROVIA – LE PROPOSTE ODIERNE e L’ACCORDO DEL 1999

SIENA e LA FERROVIA – LE PROPOSTE ODIERNE e L’ACCORDO DEL 1999

Sulla stampa locale, dalla scorsa primavera, sono apparse  varie ipotesi per nuovi collegamenti ferroviari con Chiusi, compresa la possibilità di un collegamento diretto con la capitale attraverso “un treno ibrido che potrebbe portare nella capitale in meno di due ore”,  oltre a varie ipotesi  per la localizzazione di una nuova stazione dell’alta velocità riguardante la Regione Toscana e l’Umbria che sembra arrivata a conclusione  con l’indicazione ultima di Creti-Farneta da parte di Trenitalia.   

Proposte  senza dubbio interessanti, che però: non fanno nessun cenno dello stato del  collegamento ferroviario con Grosseto e la costa anche se parte della qualità del servizio ferroviario della provincia;  lasciano in secondo piano le problematiche strutturali di  fondo della  tratta ferroviaria Empoli-Siena-Chiusi   sempre più penalizzata  da un’infrastruttura  ferroviaria di base, concettualmente ottocentesca. Non più all’altezza dei tempi dei costumi e delle  moderne esigenze  sociali ed  economiche  del lavoro. 

Schemi culturali, uso del tempo libero e scelte lavorative  aggravano poi questa situazione e fanno si che  notevoli risorse private,  per supplire in qualche modo a queste sfaccettature,  siano state e continuino ad essere investite nel parco auto privato penalizzando così le corsie preferenziali e le qualità ambientali del trasporto su ferro.

L’attuale  tracciato ferroviario fu individuato  e deciso in unmomento storico e sociale nel quale obiettivo principale era quello di garantire il collegamento delle varie realtà comunali avvalendosi delle tecnologie e delle esperienze ingegneristiche dell’epoca, che, fra l’altro, portarono al collo d’oca o tracciato ad S fra la stazione di  Asciano e quella di Rapolano.

 Un’evidente anomalia che potrebbe  forse essere eliminata con  un nuovo tracciato, più corto e lineare o dalla stazione di  Castelnuovo Berardenga Scalo a  quella di Rapolano Terme mantenendo  il servizio che interessa la stazione di Asciano oppure da un altro tracciato intermedio ai due Comuni citati. Il tutto per avvicinare e migliorare il collegamento funzionale fra Siena e Chiusi e il sud della provincia.

Nel maggio 1999  un accordo di programma,  fra la Provincia di Siena il Comune di Siena, la Regione Toscana   e il Ministero dei trasporti, portò a notevoli miglioramenti strutturali da Poggibonsi in direzione di  Empoli, oltre ad eliminare svariati passaggi a livello sostituiti con sottopassi o sovrappassi a Poggibonsi a Siena in  zona due Ponti e a Sinalunga. 

Il medesimo accordo   individuava  nella stazione di Chiusi, obiettivo che conserva ancor oggi tutta la sua validità,  “l’altra faccia funzionale della Stazione di Siena vista la sua collocazione strategica sulla primaria rete ferroviaria italiana”.

Purtroppo quegli interventi, che avrebbero dovuto interessare tutto il tracciato ferroviario da Empoli a Chiusi,  furono limitati  e di conseguenza le attuali proposte di nuovi collegamenti porteranno   solo un parziale   miglioramento dei servizi in termini di cadenza   e di orari e tempi  di percorrenza. 

Solo una ripartenza dell’accordo di programma del 1999 che interessi l’intero tratto da Poggibonsi fino a Chiusi attualizzato agli odierni bisogni di mobilità ed alle moderne tecnologie: sarebbe in grado di offrirci servizi all’altezza dei tempi; renderebbe possibile l’indispensabile elettrificazione dell’intera linea da Empoli fino a Chiusi; produrrebbe effetti veramente significativi sui collegamenti della nostra provincia e del suo capoluogo; ridurrebbe i tempi di percorrenza con nuovi punti d’incrocio e di scambio funzionali e darebbe certezza ai tempi di coincidenza con le tratte nazionali.

Luciano Cicali

No comments.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *