Considerazioni sull’articolo “POSSIBILI NOVITÀ SUL FUTURO DI AMPUGNANO DOPO LA CONSEGNA DA PARTE DI MICHELOTTI DEL DOSSIER AL VICEMINISTRO ALLE INFRASTRUTTURE BIGNAMI” pubblicato sulla Gazzetta di Siena

Considerazioni sull’articolo “POSSIBILI NOVITÀ SUL FUTURO DI AMPUGNANO DOPO LA CONSEGNA DA PARTE DI MICHELOTTI DEL DOSSIER AL VICEMINISTRO ALLE INFRASTRUTTURE BIGNAMI” pubblicato sulla Gazzetta di Siena

Considerazioni sull’articolo “POSSIBILI NOVITÀ SUL FUTURO DI AMPUGNANO DOPO LA CONSEGNA DA PARTE DI MICHELOTTI DEL DOSSIER AL VICEMINISTRO ALLE INFRASTRUTTURE BIGNAMI” pubblicato sulla Gazzetta di Siena

Siena, 30/03/2024

Leggiamo con attenzione e parziale favore l’articolo sulle possibili novità per il futuro dell’aeroporto di Ampugnano pubblicato dalla Gazzetta di Siena in data odierna (https://www.gazzettadisiena.it/ampugnano-aeroporto-per-jet-privati-o-campo-di-patate/), argomento su cui avevamo lanciato una “campagna di opinione” con due nostri interventi nello scorso Ottobre , testi ai quali è fondamentale far riferimento per comprendere la nostra posizione.

Constatiamo con favore come il DG di ENAC abbia ben compreso che in realtà ciò che può rendere sostenibili, economicamente e socialmente ancor prima che ambientalmente, gli aeroporti minori è la contestuale produzione di energia rinnovabile, che quindi di fatto diverrebbe una destinazione d’uso non secondaria del sedime di Ampugnano, che pur manterrebbe la propria attività originale. Questa scelta economica già rappresenta un grosso passo avanti, perché, specialmente se adottata nel contesto delle recenti normative sulle Comunità Energetiche Rinnovabili, ha anche un risvolto sociale di grande rilievo, e il motivo lo si capisce bene se si è letto i nostri due precedenti interventi.

Perché allora ci dichiariamo “solo parzialmente” favorevoli ? Non crediamo sia economicamente e socialmente utile per il territorio senese mantenere la funzione di decollo orizzontale. Quale vantaggio economico ci si aspetta che possa portare al territorio l’attività di “piccolo polo di atterraggio per jet privati”, oramai reietta da buona parte degli aeroporti del mondo ? Da quale analisi trasportistica locale deriva l’affermazione che “il turismo ricco oramai si sposta così” ?. I fatti dimostrano l’esatto contrario: l’uso del jet privato è la ricca espressione del business, non del tempo libero, e solo occasionalmente della ricca espressione del turismo mordi e fuggi (es.: firmo un contratto a Milano e poi mi aspetta un aperitivo in Costa Smeralda…..). Ed è presunzione, o scarsa capacità di lettura, pensare che il territorio senese (adatto viceversa ad un turismo lento) possa essere attrattivo in tal senso. L’esperienza ci dice che anche ai ricchi nel senese piace il viaggio lento. Poi, altri business per ricchi, noi non ne abbiamo.

Siamo quindi sicuri di volersi far carico di un’attività che gli aeroporti pisano e fiorentino stanno ripudiando ? Quali garanzie chiede l’imprenditore per l’upgrade tecnologico di 17 milioni, che peraltro sarebbe funzionale esclusivamente a permettere la sua attività di mero rimessaggio di una flotta di aerotaxi, e che nessun beneficio apporterebbe al territorio ? Non si pensi che siamo contro Panerai. Non lo conosciamo e non ne avremmo motivo, ma date le premesse non comprendiamo quale vantaggio abbiamo noi senesi a legarsi mani e piedi ospitando il rimessaggio di una flotta, che poi sarebbe destinata a servire altre mete.

Tutt’altro discorso per il decollo verticale, funzione idonea al territorio, e di cui incentivare la diffusione su tutto il senese. Vorremmo che Ampugnano divenisse un “vertiporto”, un hub multifunzionale ad alta tecnologia (trasporto persone, ma anche merci e tutta la miriade di servizi attivabili con i droni commerciali) a servizio di una rete diffusa (almeno nel senese) di piattaforme (piazzole) per il decollo verticale, in grado di ospitare vettori classici (elicotteri) e di più recente concezione (droni). Magari in un nuovo contesto insediativo che implementi e sia da stimolo per tale conversione. Non saremo certo noi a “fare le barricate” se su una parte del suolo già cementificato delle attuali piste di atterraggio (che diverrebbero ridondanti) venisse proposto qualche metro cubo in più a servizio di questo vero upgrade tecnologico, per ospitare aziende all’avanguardia o start-up innovative del settore (e non stiamo parlando solo di trasporto persone e merci, ma di molto altro; quali servizi per l’agricoltura di precisione, rilievi, etc). Questo è quanto veramente serve per “sfruttare al meglio una struttura che porti beneficio a tutto il territorio”, una scelta moderna, efficiente, socialmente utile e condivisa. Su questo reale bisogno collettivo è importante che trovino un accordo Amministrazioni comunali di colore diverso, e diano mandato di agire ai nostri rappresentanti alle Camere.

Legambiente Siena

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